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William Morris: il padre del design moderno

Quando si lavora tra progettazione e creatività, è impossibile non dare un’occhiata, anche

rapida al passato. Quante volte abbiamo visto vecchie mode tonare alla ribalta? Basti

pensare allo stile vintage, declinato in tutte le sue forme, negli ambiti più disparati: il

passato non è mai stato tanto attuale! Ecco perché è importante, durante il processo

creativo, farsi ispirare anche da coloro che hanno posto le basi del design moderno:

oggi il protagonista è un artista che ha letteralmente scritto la storia, William Morris.


“Non avere nulla nella tua casa che tu non sappia essere utile o creda essere bella.”




UNO SGUARDO GENERALE

Nato nel 1834 nei pressi di Londra da una famiglia benestante, già da bambino William

Morris mostra un interesse evidente per l’arte, in particolare in quella medievale:

leggendo delle imprese eroiche di dame e cavalieri, in sella al pony regalatogli dal padre, il

piccolo William Morris impara a sognare.

I sogni di William Morris gli torneranno utili successivamente quando, da adulto, studia ad

Oxford, dove ha la possibilità di coltivare la passione per la letteratura in compagnia di

grandi nomi come John Ruskin e Dante Gabriel Rossetti. Ma all’epoca, era solo una

compagnia di ragazzi che studiavano insieme. Proprio con i suoi compagni di università

fonderà il movimento artistico dei preraffaelliti: non male per un gruppo di amici di non più di vent’anni, no?


L’arte non è l’unica cosa che colpisce William Morris durante gli anni della sua giovinezza:

conosce infatti una ragazza bellissima, Jane Burden, che diventerà presto musa

ispiratrice dei lavori artistici del gruppo. I due si sposeranno poco dopo, nel 1859. Questi

sono anche gli anni in cui William Morris scopre la sua vocazione poetica con la

pubblicazione di opere interessanti a sfondo medievale e persino fantasy, come La difesa

di Ginevra e La fonte ai confini del mondo.


UNO SGUARDO SULL'ARTE


“L'arte è l’espressione della gioia dell’uomo nella fatica.”

Ciò che fa sorridere della filosofia seguita da William Morris è che inizialmente il designer

mai avrebbe voluto che la sua produzione artistica avesse qualcosa a che fare con

l’industria, troppo fredda e pratica per lui. Una sorte quasi comica per quello che sarà poi

ricordato come il padre dell’industrial design e delle decorazioni prodotte in serie.

Egli infatti desidera ritrovare il senso artistico più vero dell’artigianato e del lavoro

manuale, restituendo dignità agli artigiani: per lui l’arte applicata aveva lo stesso valore

della scultura e della pittura, all’epoca considerate molto più importanti. Questi sono i principi fondamentali su cui si basava il movimento artistico da lui promosso e fondato, l'Arts and Crafts, che vede la sua prima esposizione pubblica nel 1888.


“Fintanto che il sistema della competizione nella produzione e lo scambio dei mezzi di sostentamento continua, continuerà la degradazione delle arti; e se quel sistema dovesse durare per sempre, allora l’arte è sconfitta, e moriremo sicuramente.”

Nel suo tentativo di nobilitare l’artigianato e di rendere l’arte un'esperienza fruibile a tutti William Morris diventa, suo malgrado, il paladino dei prodotti in serie di qualità e dal gusto estetico ricercato.

Particolarmente famose sono i motivi floreali della carta da parati e delle vetrate

colorate prodotte dalla Morris, Marshall, Faulkner & Co., l’azienda fondata con il suo

vecchi gruppo di amici, che collaboreranno con lui per anni. Qui la passione per il

medioevo di William Morris torna prepotente: in Margherite, la sua carta da parati più

famosa, l’artista si ispira alle decorazioni trovate in antichi erbari.




Sempre nuova ma sempre uguale, rimodernata e rivisitata, la bellezza delle grandi idee è

che sono destinate a tornare sempre. Quando si è in cerca di ispirazione, anche solo un

dettaglio di un’opera d’arte del passato può essere la chiave per creare qualcosa di nuovo e sorprendente.


A voi è mai capitato di cercare ispirazione in questo modo, rivivendo il passato?
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