• Sara Stefanovic

Lavoro creativo da remoto, cosa abbiamo imparato?

Negli ultimi due anni moltissime persone si sono viste catapultare la propria realtà lavorativa all’interno delle mura domestiche. Questo ha avuto un effetto particolare sulla creatività. Alcuni si sono trovati in grande difficolta, mentre altre hanno trovato molti spunti creativi all’interno della proprie dimore. Il problema del lavoro creativo da remoto ha fatto emergere aspetti molto interessanti.


Il 30% dei professionisti ha affermato di aver trovato più difficile portare avanti progetti creativi da casa, mentre il 31% sostiene di averlo trovato più facile. Fin qui nulla di sbalorditivo. Ciò che colpisce è la differenziazione delle risposte in base all’età: i giovani hanno trovato il lavoro da remoto più impegnativa rispetto ai colleghi più anziani.


Lavoro creativo da remoto: più difficile per i giovani


La ragione chiave è che una collaborazione efficace è possibile solo se la comunicazione è altrettanto efficace. La sicurezza che deriva dall’esperienza è cruciale anche quando si tratta di prendere decisioni e responsabilità. Il fatto di dover sempre chiedere l’autorizzazione prima di procedere è un deterrente per i giovani creativi che si trovano ad affrontare il lavoro da remoto.


La diminuzione dell’interazione fisica riduce inevitabilmente lo scambio di idee spontaneo, la contaminazione delle esperienze e ridimensiona tutto ciò che rende il luogo di lavoro un ambiente creativo e pulsante.



Comunque, lo smart working ha fatto sì che le persone abbiano dovuto fare affidamento l’una sull’altra molto più del normale, sia a livello professionale che personale. Il risultato? Quasi un terzo dei giovani lavoratori in settori creativi ha una maggiore fiducia nelle proprie capacità rispetto all’inizio della pandemia. Inoltre, molti di loro (circa il 22%) si sono assunti responsabilità e carichi di lavoro aggiuntivi, che li ha portati a un avanzamento di carriera.

La creatività ha bisogno di conoscenza e competenza e l’essere connessi in tempo reale ci ha regalato l’indubbia possibilità di arricchirci di saperi. Abbiamo spaziato su orizzonti senza limiti e arricchito la nostra rete di contatti. Attenti però, se da un lato l’orizzonte del digitale ci sembra infinto, quello reale è fondamentale per una visione di insieme coerente. Perchè ricordiamoci, purtroppo o per fortuna, viviamo nella realtà.


Voi come vi siete trovati ad affrontare lo smart working?


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