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Dalla sedia rossa e blu alla sedia Wassily: Il Design anni '20

Nella maggior parte dei casi le grandi idee nascono da piccoli momenti di luce, silenziosi attimi in cui, in un luogo qualsiasi un uomo o una donna decide di investire tutta la sua passione e la sua creatività in un singolo progetto. Le grandi idee spesso hanno umili origini.

Siamo agli inizi del secolo scorso e, in Olanda, un giovane falegname decide di seguire le proprie inclinazioni più profonde, iscrivendosi a una serie di corsi serali di architettura e arte. È un richiamo forte di lui: le forme, i volumi, i colori e i differenti materiali nella loro unione più semplice e perfetta lo attirano come il canto di una sirena. Stiamo parlando del futuro architetto e designer Gerrit Thomas Rietveld, ideatore della Sedia Rossa e Blu.


LA SEDIA ROSSA E BLU


Il primo prototipo viene realizzato nel 1918 quando l’artista, che sta ancora scoprendo il suo estro creativo, crea questo semplice complemento d’arredo dalle linee pulite e i materiali semplici: assi di legno e pezzi di stoffa che i suoi clienti, dopo averli smontati, possono trasportare fino a casa e riassemblare con comodità

La svolta effettiva nel lavoro del giovane architetto sarà però l’incontro con due anime artisticamente affini: Theo Van Doesburg e Piet Mondrian, fondatori del gruppo De Stijle, conosciuto anche con il nome di Neoplasticimo olandese. De Stijile, oltre che essere una parola olandese che significa “lo stile”, è anche il nome della rivista fondata nel 1917 da Van Doesburg dove l’artista pubblica il Manifesto del neonato movimento.

L’arte proposta dal Neoplasticismo incarna perfettamente gli interessi e i valori di Rietveld, che amava linee geometriche, pulite e semplici, che rendessero ogni opera astratta e ridotta all’essenziale.

Sarà poi Mondrian a suggerire per una versione più vivace della sedia l’utilizzo dei colori primari rosso e blu, le stesse tonalità usate in una sua famosa Composizione. Quest’ultima versione della sedia vedrà la luce nel 1923: la Sedia Rossa e Blu, con il suo telaio composto da quindici listelli di legno laccato nero e giallo, con lo schienale color del fuoco e la seduta blu, diventerà poi un complemento d’arredo interessante nella famosa Casa Schroeder, situata ad Utrecht.

La casa in questione, oggi patrimonio dell’Unesco e visitabile da tutti gli appassionati di design e architettura d’avanguardia, è stata progettata nel 1924 dallo stesso Rietveld per essere la moderna abitazione di una vedova e le sue tre figlie.



LA SEDIA WASSILY


L’idea di Rietveld, un progetto per interni ambizioso, pratico ed estroso, che ha il grande pregio di

rimanere semplice e lineare, sarà poi di forte ispirazione per un altro elemento d’arredo che ha fatto la storia del design d’interni: la Sedia Wassily di Marcel Breuer.

Questo famoso artista, che vede l’architettura moderna come una mentalità più che come un semplice stile, nasce in Ungheria nel 1902. Distinguendosi immediatamente come una giovane promessa del design, Breuer frequenta a soli 18 anni l’accademia Bauhaus, in Germania, uno stimolante luogo di formazione che vede arte e artigianato, uniti dal nuovo gusto estetico degli anni ‘20, collaborano alla pari. Breuer entrerà in seguito a far parte del corpo docenti della scuola d’arte come capo del laboratorio mobili.

In questi anni l’architetto sperimenta approcci e metodi diversi, si mette alla prova per creare oggetti sempre più particolari, ma sempre fedeli alle idee neoplastiche dell’epoca dove l’arte e l’astrazione geometrica si combinano alla perfezione. Breuer ama infatti combinare le arti applicate con le tecnologie e i materiali propri della produzione industriale. Egli diviene un progettista versatile, capace di declinare le sue conoscenze in diversi ambiti, da quello dei grandi piani urbani fino ad arrivare a realtà più contente come gli oggetti di uso quotidiano e d’arredamento.

Ispirandosi al telaio delle biciclette e alla Sedia Rossa e Blu, Breuer progetta la sua personale versione di sedia di design nel 1925, dandole inizialmente il nome di B3. Egli modella il metallo per creare la struttura principale della sedia e crea una seduta e uno schienale composti da fasce di tessuto bianco – oggi acquistabili in altri sobri colori. L’oggetto nella sua complessità potrebbe apparire come austero e freddo ma in realtà è il prodotto di una mente geniale e innovativa. La sedia sarà consacrata definitivamente come prezioso oggetto di design negli anni ‘60 quando, al culmine della sua popolarità, verrà conosciuta dal grande pubblico come Sedia Wassily, dal momento che uno dei primi esemplari abbelliva proprio il salotto privato di Kandinskij.

Che siano fatti di materiali pregiati o di semplice ferro e legno, ci sono oggetti che sono entrati a far parte della storia e che saranno sempre ricordati da tutti come la testimonianza del passaggio di una mente anticonformista e geniale su questa terra. E voi? Avete mai considerato l’idea di comprare una sedia di design per il vostro ufficio o la vostra casa?




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